Sopra le botteghe del Ponte Vecchio corre una lunga fila di finestre che molti notano senza sapere cosa sia. È il Corridoio Vasariano, il passaggio sopraelevato che permetteva ai Medici di attraversare la città senza mai scendere in strada. Ecco la sua storia, come si visita oggi e dove guardarlo da fuori.
01Un passaggio per i Medici
Nel 1565 Cosimo I de' Medici affidò a Giorgio Vasari un progetto ambizioso: un corridoio sopraelevato di circa un chilometro che collegasse Palazzo Vecchio, sede del governo, a Palazzo Pitti, la nuova residenza della famiglia sull'altra riva dell'Arno. Il duca poteva così muoversi tra casa e uffici al coperto, lontano dalla folla e al sicuro.
L'occasione fu il matrimonio del figlio Francesco con Giovanna d'Austria, celebrato quello stesso anno. Vasari, che aveva già progettato gli Uffizi, costruì il corridoio in pochi mesi, appoggiandolo a edifici, archi e al ponte stesso. Ne nacque un'opera unica: un percorso privato che attraversa la città, il fiume e un intero quartiere.
02Il percorso, dagli Uffizi a Pitti
Il corridoio parte da Palazzo Vecchio, attraversa gli Uffizi e corre lungo l'Arno su una fila di arcate. Poi passa sopra le botteghe del Ponte Vecchio e, arrivato in Oltrarno, gira intorno alla Torre dei Mannelli: la famiglia si rifiutò di demolirla, e Vasari fece passare il corridoio all'esterno, sostenuto da grandi mensole.
Più avanti entra nella chiesa di Santa Felicita, dove un affaccio riservato permetteva ai Medici di seguire la messa senza essere visti. Il percorso termina a Palazzo Pitti, accanto al Giardino di Boboli. Pochi luoghi raccontano così bene il potere dei Medici: dall'alto, la famiglia vedeva la città senza mai mescolarsi a lei.

03Dai macellai agli orafi
Un tempo sul Ponte Vecchio lavoravano i macellai, che gettavano gli scarti nel fiume. Nel 1593 Ferdinando I, figlio di Cosimo, decise che sotto il passaggio dei granduchi quegli odori non potevano restare: al loro posto mise orafi e gioiellieri, che sono sul ponte ancora oggi.
Per molti anni il corridoio ha ospitato una celebre raccolta di autoritratti di artisti. Dopo una lunga chiusura e un restauro importante, è stato riaperto alla fine del 2024. I lavori hanno restituito alla città uno dei suoi luoghi più particolari, che per secoli è stato riservato a pochissimi.

04Visitarlo oggi
Il Corridoio Vasariano si visita su prenotazione, attraverso le Gallerie degli Uffizi. Modalità, giorni e disponibilità possono cambiare nel corso dell'anno: il consiglio è di controllare sempre il sito ufficiale delle Gallerie degli Uffizi e di prenotare con un buon anticipo.
Camminarci dentro significa vedere Firenze come la vedevano i Medici: dalle finestre si guardano l'Arno, il ponte e le strade dell'Oltrarno da una prospettiva che nessun altro punto della città offre. È una visita da abbinare agli Uffizi o a Palazzo Pitti, per completare il racconto della famiglia.
05Ammirarlo da fuori
Anche senza entrare, il corridoio si segue bene a piedi. Dal piazzale degli Uffizi scendete sul Lungarno e guardate le arcate che corrono accanto al fiume fino al ponte. Dal Ponte Santa Trinita, guardando verso il Ponte Vecchio, si vede la fila regolare di finestre che corre sopra le botteghe: è il corridoio.
Attraversando il Ponte Vecchio, alzate lo sguardo sopra le botteghe di un lato: il corridoio le accompagna per tutta la lunghezza del ponte. Sull'altra riva, la Torre dei Mannelli mostra bene la deviazione voluta da Vasari, e in Piazza Santa Felicita il corridoio passa davanti alla facciata della chiesa, sopra il portico.










